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giovedì 22 ottobre 2015

La dispersione della Collezione Salotti la farà l'Isis o ....Tambellini???

Dopo il risultato del Bando per le Casermette delle Mura, la curatrice della Collezione Salotti, Franca Severini, ha annunciato di aver ricevuto lo sfratto dalla Casermetta del Baluardo San Martino da liberare entro il 30 novembre.
Tutto il patrimonio del Maestro Lucchese Salotti rischia così di essere disperso: oltre 350 sculture, 800 chine, 350 dipinti e tutto l'archivio dei documenti del Novecento tenuto dal Maestro.
Giannetto Salotti nasce e studia a Lucca, dove lavora fino alla morte, le sue opere sono state esposte in tutto il Mondo ed è considerato uno dei grandi artisti del '900, che hanno dato prestigio a Lucca.
La decisione dell'Opera delle Mura e Comune di Lucca con il Sindaco Tambellini, Assessore alla Cultura, ha veramente del tragico-comico. Senza entrare nel merito della selezioni per l'assegnazione delle Casermette, voglio solo ricordare che a pochi metri da quella di San Martino, nel Castello di Porta San Maria è stata confermata l'affittanza al Circolo del Bridge, certamente un'ottima associazione culturale della Lucca "bene".
La lunga notte culturale che caratterizza la gestione Tambellini si arricchisce così di un altro significativo episodio di distruzione della memoria della città.
Fa tristezza il silenzio di buona parte della Lucca che conta nella vita culturale, ad iniziare dal Consigliere Presidente Stefano Baccelli, molto sensibile, una volta, alle sorti del patrimonio culturale della città e non ricordo di aver sentito l'autorevole voce del Senatore Andrea Marcucci, potente Presidente della Commissione Cultura e Scuola del Senato, che parla spesso, con cognizione, di molte cose...... purché non riguardino il Comune di Lucca, timoroso forse di essere soffocato nella palude stagnante della gestione culturale e amministrativa della Giunta Lucchese.
L'assenza di queste voci importanti nel tessuto socio-culturale di Lucca mi fa pensare, sperando di sbagliare, che per Baccelli e Marcucci sia più importante la fittizia unità del PD Lucchese, della salvaguardia del patrimonio storico culturale delle città e allora il buon Salotti farà la fine del Museo del Fumetto e di quello della Città, che Tambellini ha anche "cancellato" dal Sito del Comune.
Ma questi "rottamatori" Renziani, a Lucca, dove sono???

francesco colucci, riformisti italiani Lucca


martedì 20 ottobre 2015

Giuseppe Ungaretti, parla delle sue terre avite.

Ho riletto per diletto alcune poesia di Giuseppe Ungaretti, poeta, figlio di emigranti lucchesi e nato in Egitto. Due delle poesie che ho letto parlano delle terre dei suoi avi e hanno sollecitato la mia "attenzione"
Le trascrivo per un comune ricordo

 LUCCA 

A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre
ci parlava di questi posti.
La mia infanzia ne fu tutta meravigliata.
La città ha un traffico timorato e fanatico.
In queste mura non ci si sta che di passaggio.
Qui la meta è partire.
Mi sono seduto al fresco sulla porta dell'osteria con della gente
che mi parla di California come d'un suo podere.
Mi scopro con terrore nei connotati di queste persone.
Ora lo sento scorrere caldo nelle mie vene, il sangue dei miei morti.
Ho preso anch'io una zappa.
Nelle cosce fumanti della terra mi scopro a ridere.
Addio desideri, nostalgie.
So di passato e d'avvenire quanto un uomo può saperne.
Conosco ormai il mio destino, e la mia origine.
Non mi rimane che rassegnarmi a morire.
Alleverò dunque tranquillamente una prole.
Quando un appetito maligno mi spingeva negli amori mortali, lodavo
la vita.
Ora che considero, anch'io, l'amore come una garanzia della specie,
ho in vista la morte.


VIAREGGIO

Viani
sarà bella la pineta
ma come ci si fa a dormire
con tanti moscerini e tante cacate